C’è un tipo particolare di caos che solo Guy Ritchie sa imbottigliare. Profuma di fumo di sigaro, cuoio invecchiato e decisioni davvero pessime prese in abiti davvero bellissimi. Quando The Gentlemen è arrivato per la prima volta come serie Netflix nel 2024, milioni di spettatori hanno scoperto che l’aristocrazia britannica e la criminalità organizzata potevano condividere la stessa tavola senza che nessuno rovesciasse il vino. Ora, con l’arrivo della Stagione 2 e l’impennata delle ricerche negli Stati Uniti, una domanda vibra nei salotti di tutto il mondo. Cosa succede quando i criminali più educati della televisione decidono di espandere l’azienda di famiglia?
La risposta, come sempre con questa serie, è complicata, rumorosa ed enormemente divertente.
Dove tutto è iniziato: dal film alla televisione
Molto prima della serie c’era il film. Nel 2019 Guy Ritchie è tornato al genere che ha contribuito a definire con un film intitolato The Gentlemen, una crime comedy dal ritmo serrato con Matthew McConaughey nei panni di un barone americano della marijuana che cerca di vendere la sua operazione londinese. Il film crepitava con lo stile inconfondibile del regista: salti temporali, voci fuori campo sornione e personaggi che parlavano per enigmi impugnando armi molto grandi. Fu un successo e, essendo Hollywood Hollywood, un seguito era inevitabile.
Ciò che nessuno si aspettava era che il seguito diventasse una vera e propria serie televisiva, e che fosse persino migliore del film. Netflix ordinò la serie con Ritchie alla regia dei primi due episodi e in veste di produttore esecutivo. Il risultato debuttò a marzo 2024 e divenne subito una delle nuove serie più viste dell’anno sulla piattaforma.
La trama: un duca, un impero della droga e una famiglia molto infelice
La serie televisiva The Gentlemen segue Eddie Horniman, un ufficiale dell’esercito disciplinato che eredita inaspettatamente l’enorme tenuta di campagna del padre, insieme al titolo di Duca di Halstead. Eddie è il figlio responsabile, quello che ha lasciato casa e si è costruito una vita fondata su disciplina e dovere. Suo fratello maggiore Freddy è l’opposto: un affascinante sconsiderato che per anni ha trattato il patrimonio di famiglia come un bancomat personale.
Eddie scopre presto che la tenuta porta con sé un inquilino nascosto. Sotto i prati ondulati e le querce secolari si estende una vasta piantagione di cannabis, gestita da una dinastia criminale nota come la famiglia Glass. L’operazione è guidata dall’affilata e pericolosa Susie Glass, che non ha alcuna intenzione di fare le valigie solo perché la proprietà del terreno è passata di mano. Quello che inizia come un’eredità indesiderata diventa una collaborazione improbabile, e Eddie si ritrova trascinato sempre più in fondo in un mondo che gli avevano insegnato a ignorare.
Quella tensione centrale, lo scontro tra le buone maniere dei patrimoni di vecchia data e i muscoli dei nuovi ricchi, è il motore che muove tutto. La serie capisce che un uomo capace di comandare soldati su un campo di battaglia non è automaticamente preparato alla guerra psicologica di un’azienda di famiglia costruita sui segreti.
Stagione 2: poste in gioco più alte e tradimenti più audaci
La Stagione 2 riprende all’indomani del caos che ha chiuso il primo capitolo. Eddie e Susie non sono più soci riluttanti. Sono qualcosa di più simile a complici riluttanti, e l’attività sta crescendo. La crescita, ovviamente, attira l’attenzione. Le organizzazioni rivali ne vogliono una fetta. Le vecchie alleanze cominciano a sgretolarsi. E la copertura ordinata che manteneva rispettabile la tenuta inizia a sembrare sempre più fragile a ogni episodio che passa.
C’è da aspettarsi che la serie si addentri ancora di più nella sua mitologia gangster. Nuovi giocatori arrivano con i propri obiettivi. La commedia resta tagliente, ma il pericolo sembra più immediato, perché ora i personaggi hanno qualcosa da perdere. Il nome della famiglia di Eddie è in gioco. La posizione di Susie all’interno della sua stessa famiglia è minacciata. E Freddy, il meravigliosamente inutile Freddy, resta l’equivalente umano di un fiammifero acceso in una fabbrica di fuochi d’artificio.
Ciò che fa funzionare la seconda stagione è un’escalation con conseguenze. La serie si rifiuta di ripetere semplicemente i suoi più grandi successi. Si chiede cosa succede quando persone che non erano mai destinate a gestire un’impresa criminale diventano davvero brave a farlo, e se quel successo costi loro le identità stesse che cercavano di proteggere.
Anche la scrittura acquista maggiore sicurezza. Le battute colpiscono più in fretta, i piani si stratificano e la serie si fida del pubblico, capace di stare al passo con un cast di personaggi che credono tutti di essere i più intelligenti della stanza. È nello scontro tra quegli ego che scoppiano i veri fuochi d’artificio.
Girata in alcune delle campagne inglesi più fotogeniche, la serie tratta Halstead Manor come un personaggio a pieno titolo. Sale maestose, campi fangosi e cucine dove gli accordi vengono conclusi davanti a un tè contribuiscono tutti a un linguaggio visivo che appare inconfondibilmente britannico senza scivolare nella parodia.
Il cast: volti da cui non riesci a distogliere lo sguardo
Theo James guida la serie nel ruolo di Eddie Horniman, in un’interpretazione destinata a definire la sua carriera. Noto a gran parte del pubblico per il suo lavoro nei film Divergent e, più di recente, per The White Lotus, James dona al personaggio una calma compressa, da uomo che è costantemente a una sola conversazione sbagliata dalla violenza. Il suo Eddie è affascinante, preciso e silenziosamente terrorizzato di diventare la cosa che disprezza.
Kaya Scodelario interpreta Susie Glass con un’eleganza affilata come una lama. Susie è la persona più competente in ogni stanza, e lo sa. Scodelario bilancia minaccia e umorismo con naturalezza, regalando alla serie una protagonista femminile che non è mai prima un interesse amoroso e poi una stratega.
Daniel Ings è una rivelazione nei panni di Freddy Horniman, un ruolo che in mani meno abili potrebbe diventare puro sollievo comico. Invece, Ings trova la solitudine sotto la buffoneria. Joely Richardson porta un acciaio avvolto nella seta nei panni di Lady Sabrina, la matriarca di famiglia con i suoi segreti. Giancarlo Esposito conferisce gravità internazionale a Stanley Johnston, un uomo d’affari americano con un appetito per l’espansione. Vinnie Jones e Ray Winstone aggiungono autentica credibilità da gangster britannici, mentre Max Beesley e un cast a rotazione di meravigliosamente strani personaggi secondari rendono il mondo vissuto e leggermente pericoloso.
Il cast corale è l’arma segreta qui. Ogni personaggio minore arriva già pienamente formato, con un soprannome, un rancore e un piano. È questa profondità a far tornare gli spettatori, ed è per questo che una singola battuta di un personaggio secondario può scatenare mille dibattiti online.
La formula di Guy Ritchie, raffinata
Ciò che distingue The Gentlemen dall’affollato panorama dei crime drama è il tono. Il mondo di Ritchie è violento, ma raramente crudele. È ricco di battute senza essere superficiale. Veste i suoi cattivi con abiti sartoriali e dà loro opinioni sul vino. I dialoghi scattano, la macchina da presa si muove e la colonna sonora avanza con spavalderia. Eppure, sotto lo stile, c’è una storia sorprendentemente tradizionale su lealtà, eredità e impossibilità di sfuggire alle proprie origini.
Il formato televisivo si rivela la casa perfetta per questa sensibilità. Un film dura circa due ore, mentre una serie ne ha otto, il che significa che gli sceneggiatori possono lasciare che la tensione sobolla, che i personaggi tramino e che il pubblico si innamori di persone per cui non dovrebbe davvero fare il tifo.
Perché tutti ne parlano proprio adesso
Parte del fascino è puro escapismo. The Gentlemen offre una fantasia di competenza, un mondo in cui pensiero rapido e parole ancora più affilate possono risolvere quasi ogni problema. In un’epoca di infinite cattive notizie, guardare persone vestite in modo impeccabile superarsi a vicenda in astuzia per una tenuta di campagna è un autentico piacere.
In parte è nostalgia. I primi film di Guy Ritchie hanno definito un’intera epoca del cinema britannico, e questa serie ha il sapore di un ritorno a casa. È il regista che torna nel parco giochi che ha costruito, più vecchio e più saggio ma con il sorriso ancora stampato in faccia.
E in parte il merito è del cast. Theo James non è mai stato così magnetico. Kaya Scodelario non è mai stata così affilata. Insieme creano il tipo di intesa sullo schermo di cui gli spettatori vogliono subito di più, quel genere di coppia che genera teorie dei fan, discussioni e infiniti rewatch.
Come guardarla e cosa aspettarsi in futuro
The Gentlemen è disponibile in streaming esclusivamente su Netflix, il che significa che l’intera serie è a un clic di distanza per gli abbonati di tutto il mondo. La Stagione 1 ha costruito il mondo. La Stagione 2 lo espande. E vista l’entusiasmo che circonda la serie, ulteriori capitoli sembrano meno una domanda e più una formalità.
Per i nuovi arrivati, il consiglio è semplice. Iniziate dall’inizio. Guardate Eddie ereditare una casa che non ha mai voluto, incontrare un criminale che non si è mai aspettato e trasformarsi lentamente in qualcuno che suo padre avrebbe temuto o ammirato. Per i fan di ritorno, il consiglio è ancora più semplice. Versate qualcosa di costoso, accomodatevi sulla poltrona buona e godetevi il viaggio.
L’ultima parola
The Gentlemen è una di quelle cose rare: un franchise che migliora man mano che cresce. Prende la spavalderia di un film di culto e le dà spazio per respirare, costruendo un mondo abbastanza ricco da ospitare stagioni di intrighi, battute e tradimenti magnificamente orchestrati. Ci ricorda che le migliori storie di crimine non parlano affatto di crimine. Parlano di famiglia, delle storie che raccontiamo a noi stessi e di quanto siamo disposti a spingerci lontano per proteggere un nome che, forse, non ha mai meritato di essere protetto.
Quindi sì, le ricerche stanno salendo e le chiacchiere sono tante. Ma togliete gli algoritmi e le classifiche di tendenza, e ciò che resta è qualcosa di più semplice. Una grande serie, raccontata con sicurezza, interpretata con stile e costruita per essere divorata un episodio alla volta. Eddie Horniman avrà anche ereditato un pasticcio, ma gli spettatori hanno ereditato un regalo. E come ogni buon affare nel mondo di The Gentlemen, è un affare che vale la pena cogliere.