Onimusha Way of the Sword: Capcom sfodera la lama per un leggendario ritorno dei samurai

La pioggia non smette mai in questa parte di Kyoto. Le lanterne di carta ondeggiano sopra i ciottoli bagnati, i negozianti sbarrano le porte prima del tramonto e l’unico suono rimasto al mondo è il sussurro di una lama che scivola fuori dal fodero. Questo è il palcoscenico che Capcom ha costruito per Onimusha Way of the Sword, ed è il motivo per cui milioni di giocatori stanno improvvisamente parlando di una serie di samurai rimasta in silenzio per quasi vent’anni.

L’annuncio è arrivato come un tuono. Capcom è salita sul palco dei The Game Awards a dicembre 2024 e ha rivelato che Onimusha stava tornando, non come remaster, non come spin-off mobile, ma come una nuova voce principale a tutti gli effetti costruita sul RE Engine proprietario dell’azienda. Per i fan che avevano passato due decenni a implorare un revival, è sembrato meno un trailer e più un ritorno a casa.

Una serie che si è rifiutata di morire

Per capire il peso di questo momento bisogna tornare al 2001. Onimusha Warlords arrivò su PlayStation 2 e fece qualcosa di raro. Mescolava la tensione del survival horror con il combattimento con la spada dei samurai, lo avvolgeva in sfondi pre-renderizzati che sembravano dipinti e permetteva ai giocatori di assorbire le anime dei demoni sconfitti per diventare più forti. Il gioco vendette milioni di copie, generò sequel e divenne uno dei titoli d’azione più rappresentativi della sua generazione.

Onimusha 2 Samurai’s Destiny seguì nel 2002, poi Onimusha 3 Demon Siege nel 2004, che notoriamente inserì l’attore francese Jean Reno in una storia di viaggi nel tempo con demoni che invadevano sia Parigi sia il Giappone feudale. Onimusha Dawn of Dreams chiuse la saga originale nel 2006. Dopo di che, silenzio. Una remaster del primo gioco apparve nel 2018 e i fedeli la trattarono come un bagliore nel buio. Ora quel bagliore è diventato un falò.

La trilogia originale raccontava una storia epica attraverso i secoli, seguendo protagonisti samurai mentre combattevano il signore dei demoni Nobunaga Oda e i mostruosi Genma al suo servizio. Way of the Sword porta con sé lo spirito di quella saga pur restando saldamente in piedi da solo. I nuovi arrivati possono entrare senza sapere nulla, e i fan di lunga data riconosceranno ancora le impronte della vecchia lore nei design delle armi, nei tipi di nemici e nel ronzio costante del guanto.

Benvenuti nelle strade della Kyoto del periodo Edo

Onimusha Way of the Sword affonda le radici nel Giappone di inizio Seicento, un paese appena unificato sotto lo shogunato Tokugawa. La città di Kyoto è il cuore della storia, un luogo di grandi templi, mercati affollati, giardini silenziosi e segreti sepolti sotto i pavimenti. È anche una città sotto assedio da qualcosa di molto peggiore della politica.

I Genma sono tornati. Queste orde demoniache, le stesse creature da incubo che infestavano la trilogia originale, stanno penetrando nella capitale e deformando tutto ciò che toccano. I raccolti marciscono, i fiumi scorrono neri e le persone comuni svaniscono nella notte. Lo shogunato è impotente, i templi hanno paura, e in quella oscurità avanza un unico spadaccino con un guanto che brilla del colore di una brace.

L’uomo dietro la lama

Quello spadaccino è Miyamoto Musashi, una delle figure più famose della storia giapponese. Il vero Musashi visse all’incirca dal 1584 al 1645, combatté dozzine di duelli, fondò una scuola di scherma e scrisse il Libro dei Cinque Anelli, un testo ancora oggi studiato da strateghi e artisti marziali. Il suo scontro più leggendario avvenne nel 1612 contro Sasaki Kojiro sulla riva dell’isola di Ganryu, un duello che si concluse in pochi secondi e divenne materia di folklore.

Capcom ha puntato forte su quel mito senza trasformarlo in una lezione di storia. Lo studio ha dichiarato apertamente che l’aspetto e il portamento del personaggio sono stati ispirati da Toshiro Mifune, il leggendario attore che interpretava spadaccini erranti nel cinema classico dei samurai. Il risultato è un eroe che sembra uscito direttamente da un capolavoro in bianco e nero e finito in un’epica d’azione moderna.

Una lama contro un esercito di demoni

Il combattimento è il punto in cui Onimusha Way of the Sword fa la sua dichiarazione più forte. Il Guanto Oni ritorna, e con esso la meccanica di assorbimento delle anime che i fan hanno rimpianto. Ogni demone che abbatti rilascia energia che può essere assorbita nel guanto e spesa per nuove abilità, armi più potenti e attacchi speciali devastanti. Crea un ritmo che premia l’aggressività, perché più uccidi, più diventi potente.

Il combattimento con la spada è al centro dell’esperienza. Il contrattacco Issen è tornato, quella parata di una frazione di secondo che trasforma l’attacco di un nemico nella tua esecuzione istantanea. Temporizzarla alla perfezione dà ancora la sensazione di catturare un fulmine in una bottiglia. Diversi tipi di arma aprono diversi stili di gioco, dal lavoro equilibrato con la katana ai colpi più pesanti che sfondano le armature e agli strumenti di controllo della folla che ripuliscono una stanza quando l’orda si avvicina.

Il RE Engine dà a tutto questo una lucentezza brutale. La pioggia luccica sulle armature laccate, la luce delle torce guizza sull’acciaio insanguinato e i design dei Genma sono grotteschi nel migliore dei modi. Capcom ha chiaramente studiato cosa fa funzionare i moderni giochi d’azione, mantenendo però il ritmo deliberato e teso che faceva sembrare la trilogia originale un survival horror con la spada.

Data di uscita, piattaforme e cosa succederà dopo

Al momento la parola ufficiale è semplice. Onimusha Way of the Sword punta a un lancio nel 2026. Arriverà su PlayStation 5, Xbox Series X, Xbox Series S e PC tramite Steam. Non sono ancora stati fissati giorno e mese precisi, ed è esattamente per questo che l’interesse di ricerca attorno alla data di uscita continua a salire ogni volta che esce un nuovo trailer o appare un’intervista agli sviluppatori.

Capcom è stata attenta con le informazioni, pubblicando brevi scorci di gameplay e concept art invece di un blitz di marketing completo. Questa moderazione ha fatto un favore al gioco. Le speculazioni riempiono i vuoti, le teorie dei fan si diffondono rapidamente e ogni piccola rivelazione diventa un evento. Quando uno studio si trattiene, il pubblico si sporge in avanti.

Cosa terranno d’occhio recensori e giocatori

Quando alla fine arriveranno le copie per la recensione, tre domande decideranno la conversazione. Primo, il combattimento è davvero affilato come sembra, oppure la telecamera e il sistema di aggancio combattono contro il giocatore? Secondo, la storia onora Musashi come personaggio invece di usarlo come mascotte? Terzo, il gioco rispetta la propria eredità senza diventare un pezzo da museo che premia solo la nostalgia?

C’è anche la questione della durata e della struttura. I giocatori moderni si aspettano una campagna sostanziosa, obiettivi secondari che valga la pena inseguire e motivi per tornare dopo i titoli di coda. Una modalità new game plus, armi sbloccabili e incontri segreti con i boss farebbero molta strada. Capcom ha un ottimo curriculum in questo campo, e la recente serie di titoli d’azione ben accolti dello studio suggerisce che le fondamenta sono solide.

Perché questo revival conta oltre un singolo gioco

Onimusha Way of the Sword è più grande di una singola uscita. È un test per capire se i classici franchise d’azione giapponesi possono rinascere per una nuova generazione senza perdere il taglio che li rendeva speciali. Se ci riesce, la porta si apre per altri revival, altri rischi e altri lanci di mezzanotte per giochi che trattano le spade come strumenti di bellezza e terrore insieme.

Per i giocatori che non hanno mai toccato gli originali, questo è un punto d’ingresso pulito senza compiti da fare. Per i veterani, è la possibilità di rivedere un vecchio amico affilare di nuovo la lama. In ogni caso, il fascino è lo stesso. Un guerriero solitario, una città infestata e un guanto affamato di anime.

L’ultima parola

La pioggia continua a cadere su Kyoto. I Genma continuano ad arrivare. E da qualche parte nella nebbia, Miyamoto Musashi sta già camminando verso il combattimento. Onimusha Way of the Sword promette il ritorno di una leggenda, ricostruita con la tecnologia moderna ma alimentata dalla stessa fantasia oscura ed elegante che ha catturato i giocatori più di due decenni fa.

Tenete d’occhio il 2026. Guardate attentamente i trailer, seguite gli annunci sulla data di uscita e fate attenzione alle prime recensioni. Se Capcom farà le cose per bene, la spada non tornerà presto nel fodero. La lama è affilata, la città aspetta e i demoni non hanno idea di cosa stia per varcare il cancello.

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